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#Antichi ricordi

Trent'anni fa la posa della croce sulla cima di Medeglia

Folta partecipazione all’inaugurazione della croce il 15 agosto 1991.

L'evento è stato ricordato domenica 19 settembre. La pioggia non ha consentito di raggiungere la Cima di Medeglia, tuttavia la ricorrenza è stata celebrata sotto il capanno delle feste, nel parco pubblico della cappellina. Ha fatto gli onori di casa il presidente dell'associazione Amici dei Monti di Medeglia, Fiorenzo Scerpella. La vice sindaco Letizia Ghilardi ha portando i saluti del Municipio di Monteceneri, sottolineando l'operosità dell'associazione nell'ambito della gestione del territorio. L'architetto Renzo Bagutti ha ricordato le circostanze che nel 1991, Settecentesimo della Confederazione, portarono alla posa della croce.
L'idea di Gianfranco Scerpella fu subito condivisa dall'intero comitato dell'associazione. Bagutti studiò l'orientamento della croce e disegnò il piedestallo con l'indicazione dei punti cardinali, che oggi ne fanno un elemento architettonico di pregio. Fu murato uno scrigno contenente i nomi delle persone che collaborano all'esecuzione dell'opera.
La croce fu inaugurata il 15 agosto del 1991 con la partecipazione di numerose persone. Durante la cerimonia in vetta presero la parola il presidente Peppino Bagutti e il segretario degli Amici dei Monti di Medeglia Gianfranco Scerpella, nonché il sindaco Roberto Negrini. Don Andrea Lafranchi, originario di Medeglia e legato a questi luoghi e alla sua gente, celebrò la messa e impartì la benedizione.
Da quella data ogni anno, il giorno della Festa federale di ringraziamento – la terza domenica di settembre – ci si ritrova sulla Cima di Medeglia per un momento di raccoglimento e di riflessione. Oggi la montagna è divenuta metà pedestre ambita, alla portata di tutti e che riserva una vista imprendibile sui distretti di Lugano, Bellinzona e Locarno.

Don Andrea Lafranchi pronuncia l’omelia.

Da sinistra: Gianfranco Scerpella (segretario Amici dei Monti di Medeglia), Roberto Negrini (sindaco di Medeglia) e Peppino Bagutti (presidente Amici dei Monti di Medeglia).

Tre anziani del paese – da sinistra Giuseppe Beltrami, Adolfo Scerpella e Giovanni Scerpella – durante la Seconda guerra mondiale avevano trascorso un lungo periodo di stanza sulla Cima di Medeglia. Addetti al servizio avvistamento, dovevano segnalare al comando di Bellinzona eventuali aerei in volo.

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