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#Salvataggio Lugano

di Roberto Guidi

70 anni da sfogliare

La Salvataggio Lugano ripercorre la sua storia in un libro particolare. È un concentrato di aneddoti, personaggi, curiosità, fatti... lungo l'arco di un settantennio. Pagine gustose con ritagli di giornale, fotografie, fumetti e testimonianze. Una chiavetta Usb contiene invece la presentazione attuale della società, la più grande e vecchia del Ticino.

Abbiamo avuto il privilegio di sfogliare in anteprima «70 anni portati bene» in compagnia di Franco Zehfus (presidente), Rinaldo Kümin (capo operativo) e Mauro Regazzoni (membro di comitato). «Non volevamo proporre una pubblicazione storica, quella è uscita per il 50.mo, anche perché oggi, con internet, le informazioni sono alla portata di tutti. Abbiamo quindi preferito concentrarci sulle piccole e grandi storie, i personaggi, le curiosità che risveglieranno ricordi in chi è in là con gli anni e susciteranno l'interesse dei più giovani».
Il progetto ha richiesto un grande lavoro di ricerca negli archivi, a cui si è dedicato Regazzoni, ideatore e coordinatore della pubblicazione, uscita per le Edizioni Fontana.
«Siamo una società di volontari, in tutto 85, che garantisce prestazioni professionali – rileva Zehfus – Gli strumenti a nostra disposizione sono aumentati in modo massiccio negli ultimi tempi, mentre lo spirito che ci anima nell'intento di aiutare il prossimo è rimasto invariato. Rivolgo un pensiero di gratitudine a coloro che hanno creato questo gruppo, disponendo di mezzi ridottissimi e sopperendo con un enorme entusiasmo».

I due sindaci

Pronti, via. Superata la copertina arriviamo a pagina 4, e al presidente vengono gli occhi lucidi: «Avrebbe dovuto accogliere l'intervento di Marco Borradori. Sempre presente quando richiesto, ha manifestato attaccamento e ammirazione per la nostra missione. Ha dimostrato con i fatti comprensione verso i nostri problemi e le nostre necessità». Non manca tuttavia il saluto delle autorità, e lo firma ovviamente il sindaco Michele Foletti.

Un giovane annega al Lido

Nel 1951 alcuni soci della Nuoto Lugano decidono di creare una struttura per prevenire i frequenti annegamenti. L'impulso decisivo è un incidente in cui un ragazzo perde la vita, proprio davanti al bagno spiaggia di Lugano, e che nessuno dei presenti era stato in grado di salvare. Attualmente il sodalizio è formato da membri del comitato direttivo, istruttori, capi intervento, piloti, operatori di superficie, operatori cinofili, apneisti, subacquei...

La prima dimostrazione

«Nel 1954 la sezione si sente abbastanza forte per permettersi una pubblica dimostrazione delle sue possibilità. Alla metà di settembre, a conclusione dunque della stagione sul lago, al lido di Lugano la squadra diede ampio sfoggio delle sue capacità». Così ha scritto un settimanale dell'epoca. L'esercitazione fu condotta da Cip Crivelli, che da poco aveva conseguito a Zurigo il brevetto II di istruttore.

In macchina verso Caslano

La prima richiesta d'intervento risale invece al 1955. «Il corpo di un suicida di 65 anni venne tirato fuori da 15 metri di profondità. L'allarme era stato dato alle 19.35: tre sommozzatori si erano recati sul posto avvalendosi di un passaggio sull'auto di un altro membro della sezione. Segnaliamo con piacere il gesto compiuto da questo gruppo, che a puro titolo umanitario si presta a operazioni del genere».

Immersioni, trote e gommoni

Lindo Delmenico, «furiere della salvataggio», ricorda «le forti amicizie che si vivevano a metà anni '70, molte delle quali vive ancora oggi», e le frequenti immersioni nelle acque delle nostre valli, «dalla Verzasca alla Maggia passando per Brontallo, spesso luogo d'incontro con trote di notevoli dimensioni». Ha catturato la nostra attenzione una foto che ritrae Jean Louis Aldeghi e Ivan Savoldo su un gommone, «quando le turbolenti acque del fiume Cassarate chiamavano a momenti di adrenalinico divertimento».

Sotto la tribuna del Campo Marzio

Della vecchia guardia fa parte pure Guido Menghetti. «La nostra sede, che si trovava sotto la vecchia tribuna del Campo Marzio, pur essendo spartana per noi era un lusso. Abbiamo festeggiato parecchio, là sotto, con mia moglie Maggy sempre pronta a mettersi ai fornelli per tutta la comunità della Salvataggio Lugano».

I ricordi del più anziano

«Sessantadue anni. Tanti ne ho passati sopra e sotto l'acqua, dalle innumerevoli immersioni con Franco Righetti alla gestione dei corsi di formazione», scrive Rico Riva, uno dei primi a immergersi fino a 100 metri con il solo ausilio dell'aria compressa. Momenti brutti non sono mancati. «Ricordo quando recuperai una signora anziana suicidatasi al Ponte del Diavolo; aveva ancora addosso la pelliccia. Oppure la tragedia di Porlezza. Arrivarono anche i sub di Genova, gli "Angeli neri" li chiamavano, con poca esperienza però di acque di lago e relativa oscurità. Uno di loro morì nelle operazioni di recupero, tanto che decisero di abbandonare. Furono allora i nostri sub Meli e Magistri a recuperare il veicolo, con i due cadaveri ancora all'interno».

Prima si pulisce, poi ci si immerge

Interessanti anche le memorie di Tiziano Vicari. «Avevo 17 anni e il Lido era la mia seconda casa. Seguivo con attenzione l'attività dei pionieri della Salvataggio Lugano: Franco Righetti, Cip Crivelli e Francesco Oggioni. Volevo immergermi, ma a quei tempi ogni discesa andava guadagnata, soprattutto agli inizi; prima si puliva la sede, le docce, i battelli e a quel punto allora, forse, finito il picchetto, ci si poteva immergere».

Le barzellette di Elio Borradori

Marco Piotrkowski è stato il presidente più longevo, un ventennio. Si deve a lui, e a Franco Righetti, l'idea di ripristinare la traversata a nuoto e trasformarla in evento popolare. Era il 1987. «Un'edizione la passai alla guida del battello-scopa, il cui compito era stare in coda e seguire i ritardatari. Tra questi figurava regolarmente Elio Borradori, ex presidente della società. Nuotava veramente molto adagio e non gli importava. Quel giorno arrivò oltre un'ora dopo il penultimo. Durante la traversata non smise un attimo di parlare, raccontando barzellette su barzellette!».

Il valore del volontariato

Quanto riportato in queste pagine è solo una goccia della ricchezza del libro, davvero tutto da gustare e specchio – anche – di una filosofia precisa: dedicare un po' del proprio tempo a chi è in difficoltà. «Questa è la leva che muove il meccanismo di base che ognuno di noi porta nel proprio animo – conclude il presidente Franco Zehfus – Salvare qualcuno o qualcosa richiede volontà, capacità e organizzazione. Ciò forma il carattere delle persone, che si aprono a una maggiore socializzazione. In un'epoca in cui tendenzialmente ognuno dispone di poco tempo libero e nella quale le opportunità di svago sono invece molteplici, l'adesione al volontariato rappresenta un valore immenso e raro».

Chi è interessato a ricevere una copia del libro può scrivere a info@salvataggiolugano.ch.

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