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#Antichi ricordi

I Giochi senza frontiere nel 1982 a Tesserete

La squadra di Tesserete era costituita da 11 elementi, 7 ragazzi e 4 ragazze.

Quarant'anni fa Tesserete ha ospitato una tappa dei Giochi senza frontiere, sfida di abilità e destrezza tra villaggi e città europei trasmessa in televisione. Un must per quell'epoca. Registrata il 13 luglio 1982, la manche ticinese – la sesta dopo Locarno (nel 1967), Lugano (1970), Bellinzona (1973), Caslano (1976) e Ascona (1979) – era stata mandata in onda la sera seguente. Tantissime le persone incollate al televisore, che per nulla al mondo si sarebbero perse i Giochi senza frontiere, e ampia la cornice di pubblico che ha seguito dal vivo la manifestazione, nonostante la pioggia battente.
Il commento televisivo era affidato a Mascia Cantoni e a Ezio Guidi, mentre a condurre il gioco sono stati i popolarissimi e simpatici arbitri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. Proverbiale il loro «trois, deux, un» e il colpo di fischietto che dava il via alle competizioni. La regia televisiva era curata da Marco Blaser, Sandro Briner e Mando Bernardinello.
La puntata di Tesserete era ispirata alle tradizioni locali. Sette le squadre in campo: Garda (Italia), Umag (Jugoslavia), Lochgilpkhead (Gran Bretagna), Caldas da Rainha (Portogallo), Vendôme (Francia), Tournhout (Belgio) e naturalmente Tesserete.
Allenata da Roberto Fovini e Giordano Menghetti, la formazione di casa era composta da 11 elementi (7 ragazzi e 4 ragazze) scelti con dei test di selezione: Matteo Besomi, Maurizio Bottaro, Corrado Cattaneo, Fiorenzo Cattaneo, Ronnie Fortuyn, Mauro Morandi, Graziano Morosoli, Lorenza Balestra, Margherita Cattaneo, Mara De Stefani, Yasmine Rinaldi. Ferruccio Landis era il capitano. Due le riserve: Roberta Cattaneo e Valerio Lepori.
Furono loro ad aggiudicarsi l'entusiasmante sfida e per una manciata di punti si videro soffiare da una compagine romanda la possibilità di contendersi, in settembre a Urbino, la finalissima.
L'imponente scenografia fu progettata da Sergio Emery, con la partecipazione degli artigiani del Centro tecnico della Tsi di Comano, che – così narrano le cronache dell'epoca – trasformarono blocchi e lastre di polistirolo in paioli da polenta, fiaschi per il vino, sfilze di luganighe, anatroccoli, zoccoli, massi di granito. Insomma, un'opera titanica costata 104mila franchi.
Alla preparazione dell'evento si era dedicato un comitato ad hoc, nel quale erano presenti il sindaco di Tesserete, Giuseppe Franchini; di Cagiallo, Aurelio Cattaneo; di Sala Capriasca, Mauro Quadri e altre personalità della Capriasca: Federico Rovelli, gerente della Cassa Raiffeisen; Walter Weber, responsabile dell'Ente turistico Valli di Lugano; Gianni Brughelli, Fausto Airoldi, Francesco Manzoni, Tiziano Delorenzi, Corrado Piattini, Ferruccio Landis e Sergio Cavaglieri, delegato della Tsi.
i.p.

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